Apertura sul fondo del vicino: luci o vedute?

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Affinché sussista una veduta, è necessario che l’apertura consenta una visione mobile e globale sul fondo del vicino. In caso contrario si parla di luci.

Affinché sussista una veduta , è necessario che l’apertura consenta non solo di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi sul fondo del vicino, garantendo una visione frontale, obliqua e laterale: in altri termini, il fondo in questione deve diventare oggetto di una visione mobile e globale . Ad affermarlo è il Tribunale di Avellino : la vicenda controversa vede protagonista una donna, proprietaria di un fabbricato con giardino, confinante con altro fabbricato di proprietà di due fratelli. Questi, ricostruendo lo stabile dopo il sisma del 1980, creavano due nuove finestre e trasformavano due luci esistenti in vedute, in violazione delle norme del codice civile.

Veduta: cos’è?

Per comprendere il senso della sentenza esaminata, è, prima di tutto, opportuno chiarire che cosa si intende per veduta: si tratta di un’apertura che consente di affacciarsi e vedere al di fuori essa in modo comodo, senza necessità di sporgersi e senza ricorrere a mezzi artificiali (ad esempio, sedie, sgabelli, ecc…). Facciamo qualche esempio:

  • le finestre con inferriate, se l’ampiezza delle maglie consente di affacciarsi;
  • le porte, scale e ballatoi qualora siano presenti segni esteriori che consentano anche di guardare ed affacciarsi;
  • il lastrico solare e terrazzo, se muniti di solidi ripari, come ringhiera e parapetto, che consentano di affacciarsi senza pericolo.

La veduta può essere di tre tipi:

  • diretta, quando il confine del fondo contiguo è parallelo al muro della finestra o le due linee formino un angolo minore di novanta gradi;
  • obliqua se le due linee formano un angolo retto oppure ottuso;
  • laterale, se le due linee vengono a formare una retta.

Veduta: requisiti

Come sostenuto dalla giurisprudenza e secondo un orientamento a cui lo stesso Tribunale di Avellino aderisce, per essere tale la veduta deve avere due requisiti principali:

  • la possibilità di guardare e sporgere il capo nel fondo del vicino senza l’uso di mezzi artificiali, considerata una persona di statura normale (cosiddetta “inspectio”);
  • la possibilità di vedere e guardare non solo di fronte ma anche obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino (cosiddetta “prospectio”), in modo da consentire una visuale mobile e globale in ogni lato.

In assenza di tali caratteristiche le aperture si considerano automaticamente luci: si legga, in proposito, Luci e vedute: cosa sono e quali le distanze.

Nel caso di specie, il Tribunale rigetta la domanda di risarcimento della donna, proprio perché le aperture dei vicini sono prive dei requisiti suddetti, integrando luci irregolari, cioè aperture con la sola funzione di consentire il passaggio dell’aria e della luce, ma senza la possibilità di affacciarsi e prive di inferriata, grata e altezza.

 

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